Quando il tifo era in gradinata. Prima della curva Ovest, eretta nell'estate 1992 dopo il vittorioso campionato di C1. Agli inizi anni ottanta il tifo oganizzato potentino iniziò a prendere forma. A partire dal più antico, il leggendario "Club dei Fedelissimi " nato nel gennaio del 1967 quando il Potenza giocava in B. Ricordiamo ancora la " Gioventù rossoblù " gruppo in rappresentanza di tutti i rioni della città. E poi i club di quartiere. Dal " Gruppo Piazza Cagliari ", ai " Warriors " di Rione Lucania, ai " Boys " di Parco Aurora e per finire il club del " Bar Jolly " del Rione Santa Maria. Questa era la geografia del tifo cittadino negli anni ottanta e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno. Il calcio senza tifosi è niente, perché lo stadio senza tifosi è niente. Niente è più freddo e malinconico di uno stadio vuoto.
Come dice John King nel suo celebre Fedeli alla Tribù, «senza l'urlo e il movimento del pubblico il calcio sarebbe uno zero. E' una storia di passione e sarà sempre così. Senza la passione il football è morto. Solo 22 uomini grandi e grossi che corrono su un prato e danno calci ad una palla: una gran cagata. E' la tifoseria che lo fa diventare una cosa importante».