Questa copertina è dedicata a Renzo Aldi, toscano di Porto Ercole e allenatore del Potenza nella stagione calcistica 1982/83, campionato di C2. Il 70enne tecnico è stato vittima un paio di anni fa di un brutto incidente mentre percorreva in bici la strada che lo conduceva a casa: investito da un'auto ha battuto la testa sull'asfalto ma la sua “tempra di sportivo” ha evitato conseguenze peggiori, per fortuna. La sua carriera di calciatore lo portò a giocare con il Napoli e con l'Inter, quella mitica del mago Helenio Herrera dove, pur non entrando, vide giocare Pelè in un Inter -Brasile. Appese le scarpette al chiodo, Renzo Aldi è stato poi un ottimo allenatore di squadre blasonate come Messina, Cosenza, Crotone e appunto il nostro Potenza.
Mister Aldi giunse nel capoluogo lucano nell'estate del 1982 forte di una promozione in C1 appena conquistata alla guida del Cosenza a scapito proprio del Potenza dopo un entusiasmante testa a testa. Con lui giunsero in rossoblu anche due suoi fedelissimi, i centrocampisti Renzetti e D'Astoli, protagonisti indiscussi di quel campionato vinto in terra calabrese.
Le premesse per il Potenza erano ottime per disputare un campionato di vertice con ambizioni di promozione in C1. Ma la realtà fu ben più dura e i soliti problemi societari subentrati a campionato iniziato portarono ad un ridimensionamento drastico degli obiettivi con le cessioni in corso dello stesso Renzetti e del bomber Magni, proprio al Cosenza in serie C1. Risultato, una salvezza stentata giunta solo all'ultima gara di campionato grazie alla vittoria interna contro il Licata. Un torneo deludente con un rendimento nelle gare esterne a dir poco imbarazzante.
Aldi, nonostante tutto questo, fu comunque molto apprezzato per la sua personalità forte e per i suoi schemi di gioco molto moderni per quel periodo; certamente uno di quelli che “non la manda certo a dire”.
Fece scalpore il suo arresto a Messina dopo la gara tra i padroni di casa e il Potenza terminata 1 a 0 per i peloritani. I potentini nel primo tempo fallirono un penalty con Pistillo mentre nella ripresa il siculo Iannuzzi non fallì dagli undici metri un rigore concesso per fallo inesistente su Totò Schillaci. Una vera beffa: la tensione e il nervosismo fu palpabile. Le cronache parlarono di un'aggressione, nel corso del match, dell'allenatore rossoblu nei confronti di un vigile urbano locale con l'accusa concreta di violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (versione messinese), al contrario pare che sia stato lo stesso Aldi ad esser stato scalciato da un calciatore messinese con conseguente reazione istintiva e successiva mini-rissa con altre quattro persone non identificate (versione potentina).
Comunque sia, Renzo Aldi passò una notte in prigione, salvo poi essere rilasciato il giorno seguente dopo l'intervento risolutivo del legale della società lucana. Un brutto episodio fortunatamente conclusosi senza ulteriori conseguenze. Per la cronaca, Aldi venne accolto con affetto e in un tripudio di applausi dai tifosi del Potenza nella successiva gara interna contro l'Alcamo allo stadio Viviani.
Ci sono altri aneddoti che riguardano il tecnico toscano durante la sua permanenza nella nostra città. Ne citiamo uno, a titolo esemplificativo della sua personalità sicuramente molto carismatica. Amichevole precampionato Cosenza-Potenza ( 3 a 1 per i lupi silani). A sorpresa dopo l'intervallo tra primo e secondo tempo Aldi non rientrò in campo. Negli spogliatoi all'incredulo cronista che gli chiedeva il perché rispose testuale: “ Mi ha detto di non muovermi (n.d.r. l'arbitro) minacciandomi che mi avrebbe cacciato fuori e così ho preferito non tornare in panchina il secondo tempo ”.
Più chiaro di così!
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