Il Giornalino, settimanale dei ragazzi, una storica rivista di ispirazione cattolica (Edizione Paoline) incentrata soprattutto sui fumetti ma anche contenente rubriche di vario genere. E negli anni sessanta sfogliando le pagine della popolare rivista era facile imbattersi anche in articoli calcistici con un occhio speciale per il campionato cadetto. Nel numero n. 22 del 29 maggio 1966 fu pubblicato un significativo articolo sul Potenza Sport Club corredato dalla bella foto che potete ammirare in copertina. Riportiamo di seguito l'intero scritto a cura del giornalista Giovanni Ziella, da cui si evince l'estrema popolarità che godeva la squadra rossoblù, allora alla ribalta della serie B.

"Non occorre arretrare molto negli anni per costruire un trono al Potenza. Però un trono, la squadra lucana, lo merita e bisogna che, tracciando il profilo, ne addobbiamo uno che sia, possibilmente, il più degno. Bastano questi ultimi anni per conoscere il volto dei rossoblù potentini. E bastano alcune espressioni uscite dalla bocca di tifosi spassionati per prendere confidenza e non staccarsi più dall'atmosfera pura, serena, bella ed eccitante per qualsiasi giovane, vogliamo dire l'atmosfera sportiva, che regna nella società del Potenza. La squadra l'hanno chiamata la "fidanzata d'Italia", per dire come tutto il calcio italiano si è innamorato un po' di questo Potenza che ogni anno parte quasi da zero ed ogni anno tocca la vetta della classifica di serie B con una facilità sorprendente. Altri l'hanno chiamata la "Juventus del Sud", proprio per la simpatia che ha saputo creare attorno a sé. A Potenza circondata dalla catena di Appennini che unisce in un abbraccio la Calabria, la Campania, e la Basilicata, la primavera è un fatto che anche i calciatori vivono.

Magari l'inverno è duro, e la squadra dopo aver sferrato un attacco in autunno, si siede sulle posizioni conquistate; ma all'affacciarsi della primavera c'è il potente risveglio. Primavera. Gli stessi giocatori che arrivano a Potenza sono giovani: molti non hanno neppure vent'anni: vivono la loro primavera calcistica, la loro prima esperienza nella vita. E' bello, dà sicurezza, dà speranza trovarsi in una squadra giovane come il Potenza, dal gioco aperto a tutti i risultati, dove altri giovani si sono fatti un nome. Ma il Potenza non è tanto giovane come abbiamo accennato. E' sorto lo Sport Club Potenza nel 1921. Però quanto abbiamo detto è vero: tutto il Potenza sta nella storia di questi ultimi anni: la potente conquista della serie C, poi della serie B, dove sta giocando un ruolo eccezionale dal 1963. Come fa, questo Potenza, ad essere sempre bello nonostante la sua povertà? Bussa alla porta della Juventus, a quella dell'Inter e chiede i giovani, i più promettenti. Questi a Potenza arrivano malvolentieri. Ma dopo un mese nessuno li staccherebbe dalla società dove si affezionano in un batter d'occhio. Vi arrivano da sconosciuti e se ne ripartono con un nome: così Boninsegna, così Bercellino, così Carrera, così Canuti, Casati, Vaini. E l'anno dopo il Potenza sostituisce i giovani partiti, con altri giovani. E questi, a distanza di un anno, cedono il posto ad altri ... Per nessuno, scendere a Potenza, è una condanna.

Ma la sorte del calcio lucano, nonostante l'amore dei tifosi, che all'occasione fanno anche la questua o lanciano manifesti dal titolo "Salviamo il Potenza", è segnato dalla povertà. Lo scorso anno dovette rinunciare alla promozione in serie A per questo. Ce l'avrebbe fatta. Si dice che sono arrivati ordini di "non vincere". Ma chissà se si è giunti fino a tanto. Certo è che si sperava molto nell'on. Colombo, un ministro che ama Potenza perché vi è nato: aveva fatto una certa promessa, bisognavano aiuti. Ma alla fine non si è visto nulla.

Gli allenatori, come i giocatori, cercano a Potenza di farsi strada. Rubino, ora al Foggia, è venuto di lì; Lucchi ha rifatto grande un Potenza "venduto" per intero, nei suoi giocatori migliori. Una volta o l'altra se i vari Franzini, i Baisi, gli Spelta, detto il Jair del Sud, si fermeranno a Potenza potrebbe essere sicura anche la strada per la A. Tutto questo, a Potenza, si fa in nome di un grande sportivo, Alfredo Viviani, a cui è intitolato lo stadio e il quale ha  creato lo sport nella Basilicata. E' stata, la sua, un'idea splendida che fa invidia ai dodici scudetti della Juventus e ai dieci dell'Inter
".