E' una giornata triste per noi rossoblu…
Se ne è andato, a soli 61 anni, Marcello Pasquino allenatore del Potenza nell'esaltante stagione 93/94 in C1 e per un anno e mezzo anche nell'inferno della D, sempre impegnato nel disperato tentativo di raggiungere la lepre di turno, una volta il Nardò e l'anno dopo il Lanciano.
I suoi trascorsi materani, chi non ricorda gli infuocati derby della C2 contro il grande Potenza di Totò Di Somma, l'avevano reso inviso alla stragrande maggioranza della tifoseria potentina.
Grintoso, a volte sfrontato, in panchina pareva un tarantolato ed in sala stampa spesso Marcello non manteneva un contegno “diplomatico” mettendo in mostra tutto il suo carattere sanguigno.
L'anno di C1 a Casarano, i pugliesi furono rivali del Potenza nella lotta per la salvezza, non aveva migliorato la situazione e quando nel 93/94 Geny D'Onofrio lo scelse per guidare i nostri leoni in molti masticarono amaro.
A dispetto delle previsioni, invece, il vulcanico Marcello seppe mettere su una squadra sorprendente che con un inizio di stagione scoppiettante si proiettò ai vertici di quel campionato che in tanti definivano B2.
Era il Potenza di capitan Garzieri, del “pendolino” Baldi, degli incostanti ma estrosi Intrieri e Caputo, del bomber Delle Donne e delle sorprese Ferrazzoli e Mantelli.
Qualche passaggio a vuoto, molti infortuni e le papere di Sansonetti frenarono l'ascesa dei rossoblu che comunque, fino a poche giornate dalla fine, rimasero in zona paly off.
Il sogno di quella squadra si spense sul palo che Ferrazzoli colse dagli undici metri a pochi minuti dalla fine dello scontro diretto con i rivali di sempre della Juve Stabia.
L'ultima vittoria, il giorno di San Gerardo, contro la Reggina non valse a nulla e dopo due mesi il Potenza fu cancellato gettando l'intera città nello sconforto.
Nel 1997 il presidente Donnarumma richiamò Pasquino a Potenza per sostituire Santin.
Ereditando una squadra con molte lacune il trainer calabrese riuscì comunque a rimontare svariate posizioni ma il gap iniziale risultò incolmabile.
L'anno dopo Pasquino riuscì a costruire una squadra molto competitiva, ma davanti al Potenza la corazzata Lanciano non ebbe mai una minima flessione e per i rossoblu fu ancora una volta un anno amaro.
Lasciata per sempre la guida del Potenza, Marcello restò comunque in contatto con i tanti amici potentini e risentirlo in qualche intervento radiofonico o televisivo era sempre un piacere.
In queste occasioni non mancava mai di ricordare lo striscione che da anni campeggiava al “Viviani” sotto la gradinata “U' Putenz è semb nu squadron”.
Il mio ricordo personale va alla trasferta di Siena dell'ottobre 1993, quando il Potenza perse 3-2 negli ultimi minuti ed io dalla tribuna lo vidi distrutto in mezzo al campo consolato dall'inseparabile Raffaele Zaccagnino; poi negli anni della D quando spesso lo incontravo sotto casa mia, in Via Bertazzoni, con in mano un fascio di giornali ed il suo sorriso gentile sempre stampato fra i suoi inconfondibili baffetti…
Ora da quello spicchio di cielo colorato di rossoblu, insieme agli altri che ci hanno lasciato, Marcello tiferà Potenza con la solita grinta che ogni domenica portava sulla nostra panchina…
Ciao Marcello…
Roberto Filiani
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