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Rimasero a Potenza solo l'istriano Basile e Spanghero. Quelli che andarono via, quando partirono dalla stazione, avevano tutti le lacrime agli occhi.
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| L'anno successivo ( 1939/40 ) ritornò Zanolla e furono acquistati il portiere Beltrame, il terzino Revelant, il mediano Cojaniz e gli attaccanti Taverna e Schillani. I nuovi arrivati, tutti friulani, si ambientarono benissimo e, con la riconfermata la vecchia guardia (Asquini, Basile, Buttazzi e Polentarutti) che dava ampie garanzie, il Potenza occupò la quinta piazza entusiasmando i tifosi. Lo stadio del “Littorio” era una festa domenicale, con quasi 3000 spettatori per ogni partita. Poi però l'Italia entrò in guerra e molti giocatori furono richiamati alle armi; altri, invece, preferirono riavvicinarsi a casa. Zanolla rimase a Potenza un'altra stagione (1940/41 ), e con lui, per qualche mese ancora, anche Beltrame, Revelant e Taverna. Di contro arrivarono altri quattro friulani (il giovanissimo portiere Trombin, il mediano Treppo, l'interno |
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Gruppo di giocatori potentini. Il primo a sinistra è Taverna. |
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| Bacchetti e la punta Piva) e due istriani, Marussich e Dellavia, entrambi di Zara. Ma le difficoltà create dal conflitto e da un inverno rigido e nevoso che fece saltare spessissimo gli allenamenti, uniti alla giovane età di una squadra formata da ragazzi inesperti ma comunque dalle buone predisposizioni, relegarono il Potenza nei bassifondi della classifica. |
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| << 1 2 3 >> | Il primo da sinistra è Polentarutti | |||||||