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| Potenza, stazione inferiore. Siamo alla fine degli anni trenta, tanto tempo fa. Un folto gruppo di giovani posa sorridente davanti al fotografo prima della partenza. Un lungo viaggio li aspetta, destinazione Friuli e Istria che all'epoca era territorio italiano (attualmente è una regione della Croazia). Si tratta di promettenti calciatori provenienti da queste regioni del nord-est e giunti a Potenza grazie ai buoni uffici dell'allenatore del Potenza di allora (neo promosso in serie C), Umberto Zanolla,originario di Monfalcone nel goriziano. Un'autentica colonia di giocatori che, per amore del foot-ball e poco più che ventenni, lasciarono i loro paesi d'origine, per giocare nella lontanissima Potenza, in una Basilicata che all'epoca era solo una landa desolata e impervia, terra di confino, nel senso che i fascisti vi spedivano a soggiornarvi gli oppositori del regime. I loro nomi? Kanz, Berghich, Sablich, Russinov, Polentarutti e altri ancora. |
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