| Istantanea di un gol. Non ci giureremmo ma dovrebbe trattarsi della stagione 1952-53. La punta del Potenza alza le braccia al cielo dopo aver realizzato la rete mentre il portiere avversario assiste sgomento la sfera adagiarsi in fondo al sacco.
Sullo sfondo s'intravede la tribuna centrale dello stadio "Viviani" stracolma di gente. L'evento domenicale della partita di calcio vissuto con lo stesso trasporto di una sagra paesana. Famiglie intere sugli spalti intorno a quel rettangolo verde di Viale Marconi. Una sorta di rito che si ripropone con cadenza quindicinale da ormai quasi un secolo. In questo contesto inseriamo una citazione tratta dalla prefazione del libro " Storia degli stadi d'Italia " dell'olandese Tijs Tummers e dell'amico Clino D'Eletto. "In questi teatri dello sport vige ancora la regola del dramma classico:unità di luogo, tempo e azione. Anche se i nomi non li conosci, sai che cosa è successo qui: ventidue attori che recitavano un dramma di novanta minuti davanti ad una folla eccitata. Un presidente eccentrico, gli eroi locali, il giocatore venuto da lontano, la vergogna della retrocessione, e l'arbitro che - attraverso un'uscita di sicurezza - si sottrae al linciaggio. Variazioni su un tema arcinoto. E alla fine della partita - gli uni imbronciati, gli altri raggianti - la ritirata: si lascia lo spettacolo collettivo per raggiungere le migliaia di tavole imbandite, il cui odore promettente si diffonde sulle aure pomeridiane della domenica".
Ringraziamo il signor Michele Lasaponara, magazziniere del Potenza Sc anni '50 e '60, per la concessione di questa ed altre belle foto.
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