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| Un nuovo valido contributo dall'amico di 11leoni Nicola Romaniello, che ringraziamo, che ci ha inviato questa foto tratta dal "Calcio illustrato" dell'Aprile 1966 e relativa al match di serie B Potenza - Messina terminato uno a zero per i lucani per effetto del bel gol segnato dal rossoblù Coramini. L'immagine si riferisce proprio al gol del giovane difensore della squadra potentina allenata dal tecnico romagnolo Lucchi. Era il 10 aprile 1966 e la squadra peloritana si giocava allo stadio Viviani gran parte delle ambizioni di vertice per puntare alla promozione in serie A. Speranze però vanificate dalla punizione bomba da oltre 25 metri dell'abile Coramini, su tocco del centrocampista Franzini, che non lasciava scampo all'esterrefatto portiere avversario Barboncini, superato da un tiro di rara potenza e precisione. La cronaca della gara, come si legge dall'articolo del giornalista del Calcio illustrato Pasquale Daraio, fu molto scarna e povera di contenuti per colpa soprattutto della squadra siciliana la cui prestazione in Basilicata fu tutto sommato deludente. Il Potenza pur senza strafare, giocando un calcio molto pragmatico alla fine ebbe la meglio grazie alla prodezza balistica del suo difensore. Nel suo scritto Daraio, oltre che all'autore della marcatura, tesse le lodi di altri due atleti in maglia rossoblù, vale a dire il centrocampista Franzini, abile a ricucire le manovre nella zona nevralgica del campo, e l'altro terzino Ciardi bravissimo nel fluidificare e a dare un apporto sostanziale alla manovra e al gioco della formazione. Alberto Coramini, nato a Maserà in provincia di Padova il 2 agosto 1944, e proveniente, in prestito, dal prestigioso vivaio della Juventus è stato il classico esempio di una politica societaria accorta e lungimirante di quegli anni, merito del Presidentissimo Ferri, vero leader e autentico protagonista del "miracolo calcistico potentino" negli anni sessanta. Una strategia semplice ma efficace: prendere ogni anno in prestito promettenti atleti dai settori giovanili degli squadroni di serie A (Juventus, Inter etc.) e valorizzarli in un torneo impegnativo come la serie B. Giocatori che arrivavano in prestito per somme davvero irrisorie ma che costituivano una risorsa importante per la sopravvivenza di una società dalle limitate possibilità economiche come il Potenza in campionato importante come quello cadetto. E il giochetto funzionava eccome. Era così che giungevano in Lucania (magari all'inizio anche mal volentieri...) fior di giocatori come Boninsegna, Dellagiovanna, Agroppi, Tancredi, Vaini, Casati e altri ancora; tutti atleti che però in pochi mesi familiarizzavano talmente con il piccolo ambiente di provincia potentino da poter rendere al meglio. E ad ogni fine stagione la storia puntualmente si ripeteva, i giocatori in prestito ritornavano al mittente (valorizzati), e venivano sostituiti da altri giocatori, sempre prestati, la gran parte, pronti a farsi valere a loro volta ... e così via. La politica dei prestiti costituì un piccolo capolavoro di provincia che all'epoca diede ottimi frutti, visti i risultati brillanti colti sui campi di mezza Italia dalla squadra rossoblù. Per la cronaca nella stagione 1965-66 di serie B il Potenza allenato da Cucchi totalizzò 36 punti posizionandosi in un tranquillo centro classifica. Alberto Coramini disputò un ottimo torneo scendendo in campo per ben ventisei volte e realizzando anche un gol (questo in copertina). Al termine della stagione ritornò alla casa madre, la Juventus ... per fine prestito naturalmente. |
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