Siamo nei primi anni cinquanta. Il Potenza segna un gol al Viviani. Il portiere ospite con la mano protesa non riesce a fermare il pallone che termina la sua corsa in fondo al sacco. Il gol è sempre un momento magico, la vera essenza del calcio, un condensato di gioia ma anche di sconforto per chi lo subisce. Ci fa piacere a questo proposito riproporvi quella che è, molto probabilmente, la più bella poesia dedicata al mondo del calcio, "goal" del poeta triestino Umberto Saba. Ecco il testo:

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla – unita ebbrezza – par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa – egli dice – anch'io son parte.

Umberto Saba

Ringraziamo e salutiamo con molto affetto Gianluca Capocchia per questa e le altre bellissime foto che ci ha inviato.