MARCELLO DUCCI
(di Attilio Oddone)

Nato a Firenze il 31 marzo 1929. Difensore. E' uno dei numerosi toscani che negli anni Cinquanta giungono in Basilicata per vestire la maglia del Monticchio Potenza.

Cresciuto nel Venturina di Piombino, cittadina in cui durante la settimana lavora come fattore e la domenica gioca a calcio, passa alla Sangiovannese nel 1947 con cui si mette in luce tanto da meritarsi l'attenzione dell'Arezzo che lo acquista nel 1950.

Con gli amaranto disputa due ottime stagioni (1950/51 e 1951/52) in Serie C e, nell'estate del 1952, approda al Palermo che milita in Serie A. Con i rosa-nero fa tutta la preparazione estiva; poi, prima dell'inizio del campionato, il club siciliano lo cede al Monticchio Potenza, matricola della IVª Serie.

Insieme con i grossetani Danesi e Dragoni, il livornese Nardi, il concittadino Piovanelli ed il toscano d'adozione Marini (ligure di nascita ma vissuto a Grosseto), Ducci fa parte – come detto - della colonia di atleti toscani che giungono a Potenza nella stagione sportiva 1952/53 e che permette alla società lucana allenata da Vittorio Mòsele di disputare un torneo sbalorditivo, condotto nel girone d'andata a ritmi altissimi (al giro di boa il Monticchio è secondo soltanto al Catanzaro “campione d'inverno”, staccato di appena 3 punti) e concluso poi al settimo posto, al di là di ogni più rosea aspettativa.

Con i lucani Ducci disputa anche il campionato successivo, sempre in IVª Serie, e si distingue sempre per senso della posizione, gioco pulito e corretto ed interventi precisi e tempestivi sugli avversari: è lui il terzino sinistro – talvolta anche il centromediano – che chiude in difesa, infondendo fiducia al reparto arretrato, e dà il “la” alla manovra offensiva, spronando con il suo esempio di limpido professionista i compagni.

Nell'estate del '54 passa al Foggia dove si ferma per due anni prima di approdare al Lecce (1956/57): in Salento rimane vittima di un grave infortunio che lo costringe ad abbandonare il calcio ad appena 27 anni. Si opera e, dopo l'intervento, emigra negli Stati Uniti.

Si stabilisce a Pittsburgh, dove si sposa e diventa padre di quattro figli: nella città della Pennsylvania apre un ristorante-hotel che presto diventa uno dei più rinomati ritrovi di italiani, ma non solo. L'attività col tempo si espande sempre più, ma poi – dopo una lunga battaglia legale - l'hotel gli viene espropriato per essere raso al suolo poiché proprio lì deve essere costruita la nuova stazione della metropolitana. Tornato in Italia, apre una catena di negozi di prodotti americani.

Attualmente vive in provincia di Pistoia, torna spesso negli USA per lavoro e per far visita alle figlie. Si occupa anche di ippica (è stato proprietario di un cavallo che ha vinto prestigiose corse), ma segue sempre il calcio e ricorda con affetto il periodo trascorso a Potenza.