Tiro, gol. Il pallone scagliato della punta rossoblu Massimo Del Rosso gonfia la rete dell'Aesernia nella gara vinta per 2 a 1 contro i molisani durante il campionato 1985-86, l'ultimo del glorioso Potenza Sport Club fondato dal Presidente Alfredo Viviani nel 1919. Una stagione particolarmente tormentata: la squadra terminò al penultimo posto retrocedendo mestamente  nella categoria inferiore. Non solo. Il 31 maggio 1986 la società rossoblù, pagando la poca accortezza e le scarse disponibilità economiche di chi l'aveva presieduta in quegli anni, venne dichiarata fallita dal Tribunale di Potenza. La Lega non la iscrisse al campionato di competenza cancellandola dal panorama calcistico nazionale dopo sessantasette anni di importanti ma travagliati trascorsi. Eppure quella squadra non era affatto male anzi l'inizio fu molto promettente con uno scoppiettante avvio in Coppa Italia (con tanto di qualificazione contro blasonate avversarie) e un girone di andata più che decoroso.

Sugli scudi giovani e promettenti atleti come il già citato Massimo Del Rosso, centravanti rapido e opportunista, il prestante portiere Enrico Picca, il mediano Ferri, il fluidificante Quarta, l'ala Trevisan più elementi di provata esperienza come Pavese, Sassanelli e Silvestro Baldacci. Allenatore Urano Navarrini, ex calciatore del Milan con in testa il modello Juventus. Presidente tale Vincenzo D'Ambrosio da Roma. Tante promesse ad inizi stagione, entusiasmo a mille. Peccato che tutto sfumò dopo pochi mesi e fu solo l'inizio della fine. D'Ambrosio infatti si dileguò senza lasciare traccia di sé e non ci fu nessuno nel capoluogo lucano che potesse surrogarlo. Risultato squadra abbandonata a sé stessa, calciatori senza stipendio per più di sette mesi, senza nessun punto di riferimento. I giocatori scapoli vivevano tutti insieme in una casa di campagna priva di riscaldamento (e a Potenza sappiamo il freddo che fa …) ma anche quelli sposati a stento riuscivano ad andare avanti con le rispettive famiglie. Logica conseguenza il crollo verticale della squadra nel girone di ritorno e retrocessione inevitabile. A distanza di venticinque anni diamo atto a quel gruppo di atleti di aver difeso con orgoglio e tenacia sino all'ultima di campionato la maglia rossoblu nonostante le terribili difficoltà anche se il loro impagabile impegno non servì ad evitare la retrocessione. Comunque poco male … lo stesso sarebbe giunto il fallimento di lì a poco per il grave dissesto finanziario creatosi in seno alla società del leone rampante.

Ringraziamo di cuore Massimo Del Rosso, da noi contattato, per la cordialità e l'amicizia dimostrata e per l'aver messo a nostra disposizione la documentazione fotografica e un'accurata rassegna stampa che sarà per noi preziosa per ricostruire (quando ci arriveremo…) quell'annata calcistica. Massimo, nato a Roma il 9 agosto 1962, dopo gli esordi nelle giovanili della Lazio e nella Pro Calcio Italia passò al Tor Sapienza squadra romana con cui vinse il campionato di Promozione passando in serie D. In seguito le esperienze di Policoro, Gaeta ed Avezzano sempre in Serie D. Poi l'esperienza potentina nel 1985 iniziata, come dicevamo, sotto i migliori auspici con gol e brillanti prestazioni. Un'amichevole tra Potenza e Salernitana poteva rappresentare per lui la svolta della carriera dato che fu notato dai dirigenti granata che lo volevano acquistare, ma l'attaccante preferì rimanere in Basilicata dove si trovava bene.

Dopo l'esperienza potentina Massimo Del Rosso vinse un concorso ministeriale e dovette, suo malgrado, ridimensionare draticamente le sue ambizioni calcistiche militando in seguito in squadre minori di serie D ed Eccellenza, salvo poi dedicarsi al calcio a 5. In questa disciplina Massimo si è distinto particolarmente giocando circa dieci anni in serie A con varie convocazione in nazionale e diventando per ben due occasioni vice campione d'Italia. Una volta smesso di giocare ha iniziato ad allenare sempre nel calcio a 5 nella serie B nazionale.

Del promettente attaccante romano ricordiamo un bellissimo gol a Ravenna, penultima di campionato, in mezza rovesciata dal limite dell'area dopo un lungo spiovente dalla difesa del libero potentino Caradonna. Una marcatura di pregevolissima fattura, uno dei più bei gol che si ricordi ma che non servì ad evitare la sconfitta che sancì anche la retrocessione matematica della squadra.

E' stato l'ultimo gol per le statistiche segnato dal mitico Potenza Sport Club.

Il gol più bello ma anche il più triste…