| Quando la maglia ha un valore. Parliamo delle bandiere del calcio, vale a dire di quegli atleti che a lungo hanno indossato la divisa di uno stesso club. Una questione di dignità, di sentimenti prescindendo dai facili guadagni. Vittorie, sconfitte non contano. E' la storia di grandi uomini, simboli sportivi indimenticabili. Ci vengono alla memoria i vari Giacinto Facchetti (Inter), Giacomo Bulgarelli (Bologna), Gigi Riva (Cagliari), Franco Baresi (Milan). E ancora, in tempi più recenti, in piena epoca caratterizzata dei superpoteri del dio denaro, campioni come Alex Del Piero (Juventus), Paolo Maldini (Milan) e Francesco Totti (Roma).
Ma qual è stata la bandiera del calcio potentino? Giudizio personale naturalmente di chi scrive, magari non condivisibile da tutti. Andando a ritroso nel passato vengono alla mente in ordine sparso il portiere Marganella (anni 50), il pari ruolo Masiero (serie B), il leggendario Nando Scarpa e altri ancora; tutta gente che la divisa rossoblu sembrava aversela cucita addosso come una seconda pelle. Ma a mio avviso il calciatore che più degli altri ha incarnato meglio il ruolo di bandiera del Potenza Sport Club è stato lo stopper anni settanta Giuseppe Campagna da Bernalda, purtroppo scomparso circa dieci anni fa per una brutta malattia. Un giocatore forse stilisticamente non perfetto ma che sempre riuscì a farsi valere con grande autorità. Sempre utile per il notevole impegno e senso pratico. Interprete di un calcio “operaio” con pochi fronzoli e tanta concretezza, ha giocato quasi ininterrottamente per una dozzina di anni in rossoblu, palesando un calo solo sul finire della sua onesta e lunga carriera.
Questo un suo “sfogo” in un'intervista concessa alla Gazzetta del Mezzogiorno nel giugno 1980 dopo una sua inspiegabile esclusione dalla rosa dei titolari : “ Lo sportivo il tifoso sappino che l'ambiente del calcio è abbietto, capiscano che il giocatore, oltre ad avere due gambe per correre, per dare calci ad un pallone ha anche e soprattutto una personalità, una sua intelligenza, una sua anima, una sua vita da vivere. Una sola prestazione negativa – sostiene Campagna – dettata tra l'altro da condizioni psico-fisiche precarie e note, determinava la mia esclusione. Ritornato a livelli abituali venivo come al solito ignorato per pressioni esercitate da qualche pseudo-dirigente. Mi sento insoddisfatto, sento la mia forza morale affievolirsi e non mi resta altro che ringraziare quanti mi sono stati vicini .”
Il giornalista della Gazzetta alla fine dell'intervista commentava così “ Il dramma di Campagna è forse il dramma di tanti altri calciatori che, al momento cruciale della carriera, dopo aver dato tutto nelle loro possibilità, vorrebbero quanto meno che non si dimenticasse che non c'è soltanto l'atleta con i suoi limiti e difetti ma anche l'uomo. Un uomo che merita una maggiore considerazione al quale non è giusto voltare le spalle dimenticarlo dall'oggi al domani come se…non fosse mai esistito ”.
Oggi invece vogliamo ricordare questo atleta, spesso anche capitano della squadra, che molto ha dato alla causa del Potenza nella sua lunga militanza in rossoblu tanto da esserne un'ideale bandiera; ed è questo per noi il modo migliore per onorare la sua memoria.
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