CALCIO & POESIA (di Giancarlo Filiani)

Ci sono giorni assolutamente insignificanti in cui non succede niente di speciale. Non un'emozione, non un guizzo, un pensiero .... Tutto scorre in automatico come se fosse un copione già scritto. Poi basta poco, una canzone sentita alla radio, un incontro inatteso, un'idea entusiasmante per scatenare in noi una tempesta di emozioni retroattive e positive. E d'improvviso il grigio si trasforma in azzurro, carico di speranza ed entusiasmo. Piccoli dettagli ma preziosi. L'altro giorno tornando dal lavoro apro la posta elettronica e trovo un messaggio molto gradito, mittente Romolo Rossi, insuperabile stopper di un indimenticabile Potenza fine anni settanta, inizi ottanta. Autore in seguito di una carriera buonissima con vertice la serie B con la maglia del Messina di mister Scoglio, Peppino Catalano e Totò Schillaci.
Ma di questo parleremo un'altra volta. Un atleta vero in campo; ragazzo serio, sensibile e intelligente fuori dal rettangolo di gioco. Gli avevo scritto qualche mese fa e ormai non ci contavo più ... E invece è giunta la sua risposta. Ne è nata una breve ma proficua corrispondenza; abbiamo parlato dei tempi difficili ma "forti" di quando lui giocava qui da noi. Il terremoto, le difficoltà finanziarie ma anche tanto entusiasmo e quel pizzico di incoscienza giovanile che ti fa affrontare la vita con una marcia in più.
Nel citare gli splendidi protagonisti di quella mitica formazione ho ricordato due atleti che purtroppo non sono più con noi, Emanuele Faralli e Francesco Scuteri (della scomparsa di quast'ultimo Romolo non sapeva nulla). La sue parole nel rispondermi, di una intima bellezza tanto da toccare le corde più profonde dell'animo, mi hanno molto emozionato. E credo farà piacere leggerle anche a chi come me si è accomodato sui ruvidi gradoni dello stadio Viviani in quegli anni di grandi passioni vissuti con molta intensità.

Queste le parole di Romolo, senza ulteriori commenti ...
"Tra le righe le tue parole mi hanno dato una notizia che non sapevo e mi ha sconvolto. Il piccolo Scuteri è morto. Dio come il tempo passa e ci invecchia mentre la vita ti fa scontrare con una realtà sempre più difficile. Non rimpiango i miei anni giovanili, ma la poca rabbia nell'aver tenuto stretto a me la poesia e la semplice bellezza di quei momenti seppur colmi di difficoltà. Ci bastava veramente poco essere in pace con noi stessi e con la gente che ci amava nonostante le nostre bizze da ventenni. Ora troppe luci, troppi colori, sovra esposizioni per calciatori schiavi dei loro limiti tra cuoricini, tatuaggi, orecchini e denaro... troppo. Ultimamente sono solito dire che i nostri sogni duravano il tempo di una palla che riuscivamo a buttare in gol. Per noi vedere esultare insieme a noi lo stadio voleva dire aver raggiunto il vero scopo; soldi, grandi club, mignotte non ci interessavano e non ne sapevamo dell'esistenza. La sera tutti insieme in qualche trattoria che a mezzanotte si trasforava in discoteca. Tornare indietro non si può ma venire a trovare la mia gente questo si. Il corpo sara invecchiato ma il mio amore per voi no. A presto Romolo Rossi ".

La foto di copertina raffigura l'esultanza di alcuni giocatori rossoblù dopo una gara vinta. Un'immagine bella e semplice. Da sinistra riconosciamo Piccinetti, Adelfio, Lomuscio, Savastio, Cucurnia, Scuteri, Corigliano e Faralli. Manca proprio Romolo Rossi che però di quella squadra era uno dei baluardi. Ringraziamo di cuore Romolo per la sua testimonianza ricca di significati ed anche Paolo Villani, tifoso del Potenza come lui si definisce "cinquantenne attaccatissimo al leone rossoblù", per la concessione di questa e altre belle foto di quella leggendaria squadra del Potenza.