| La nostra cultura sportiva, a detta dei sociologi, discende direttamente dagli antichi Romani visto che sono stati loro a inventare gli stadi come luogo di attività fisica, anche se la maggioranza degli incontri che vi si disputavano erano tutt'altro che sportivi. E proprio come i Romani urliamo, sbraitiamo, inveiamo, incitiamo gli atleti a darle di santa ragione, non siamo indulgenti con i perdenti, se potessimo mostreremmo il nostro pollice verso per eliminare fisicamente l'atleta che, a nostro dire, non si è battuto come avremmo voluto.
La cultura della violenza ce la portiamo dietro da oltre 2000 anni e 2000 anni non sono bastati a migliorarci, basti pensare che spesso durante i giochi gladiatori scoppiavano risse provocate da odi locali, proprio come succede oggi tra le tifoserie calcistiche.
Probabilmente possiamo datare nel 59 d.C. il primo vero “derby” finito nel sangue. A Pompei, durante dei giochi, un innocuo sfottò tra Nocerini e Pompeiani si trasformò in un vero e proprio massacro. All'epoca non c'erano televisioni o giornali che stigmatizzassero l'accaduto, non c'erano psicologi o soubrette a dire la loro eppure Nerone (proprio quello del famoso incendio) non la prese benissimo e la punizione fu davvero esemplare: 10 anni di “squalifica” all'anfiteatro di Pompei.... "Chi non impara dai propri errori è condannato a ripeterli".
Nella foto la ricostruzione tridimensionale dell'anfiteatro di Venosa. |