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I - Dalla fondazione dello Sport
Club Lucano al Dopoguerra


II - Il Monticchio Potenza negli anni '50

III - Comincia il miracolo

IV - 1963/64 L'esordio in B

V -
1964/65 quella A sfiorata

VI - 1965/66 continua la
favola rossoblu


VII - 1966/67: ancora un
Potenza "povero ma bello"


VIII - Con l'addio alla serie B
il Potenza sempre più giù

IX - L'altalena tra la "D" e la "C"

Dopo tre sconfitte consecutive (a Livorno, col Foggia ed a Venezia), il Potenza batte il Perugia (1-0), perde a Lecco, pareggia con la Reggiana e piega (1-0) il Novara, ma poi infila cinque sconfitte consecutive che in pratica lo condannano alla retrocessione. Nelle ultime sette giornate, due delle quali disputate sui campi neutri di Caserta e Lecce a causa di altre intemperanze dei tifosi, il Potenza raccoglie solo due pareggi e termina il torneo all'ultimo posto con 23 punti, frutto di 4 vittorie, 15 pareggi e 21 sconfitte, 24 reti realizzate e 55 subìte.
Nelle stagioni seguenti la dirigenza potentina, guidata da Egidio Sarli, nella convinzione di poter tornare subito tra i cadetti si avventura in spese folli: i primi due campionati di Serie C si

   
Lo stadio Viviani negli anni '60
rivelano deludenti e fallimentari (10° posto nel 1968/69, 13° l'anno dopo) anche per le non felici scelte sulla guida tecnica della squadra. Dopo un effimero quinto posto nel 1970/71 (con Mancinelli allenatore), la corsa all'ingiù riprende inarrestabile, complice una crisi societaria sempre più profonda. Addirittura nel luglio 1971 un atleta rossoblù, Eugenio Brambilla, infrangendo i regolamenti federali, richiede alla giustizia ordinaria il fallimento della società perché creditore di diverse mensilità arretrate. E nel 1971/72 uno sciopero dei giocatori titolari, senza compensi da mesi, costringe il Potenza a schierare la formazione “juniores” in due trasferte (Pescara e Torre del Greco).

Il calvario tocca il suo punto più doloroso nel 1972/73 quando il Potenza, dopo un'iscrizione ottenuta sul filo di lana, conclude il torneo all'ultimo posto con 9 miseri punticini, appena 19 reti fatte e ben 91 subìte.
La retrocessione in Serie D è la logica ed inevitabile conseguenza del completo dissolvimento societario: basti pensare che la carica di presidente rimane vacante per tutto l'anno (a guidare il Comitato di Gestione
è l'avvocato Michele Cimadomo) e la società, ormai alla deriva, non ha più neppure la sede. Ma proprio nel momento più nero comincia la rinascita.
 
     
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Potenza stagione 72/73