EGIZIO RUBINO, UN GENTILUOMO IN PANCHINA
(di Attilio Oddone)
Ex giocatore, allenatore e direttore sportivo, famoso nell'ambiente calcistico per l'innata signorilità ed il finissimo senso dell'humor.
Nato il 10 ottobre 1919 da genitori siciliani a Il Cairo (di qui il nome), tornato in Italia si dedicò giovanissimo al nuoto e al basket. Cominciò a giocare a calcio quasi per caso nella stagione 1939/40, a Siracusa: infatti un giorno venne a mancare una mezzala per disputare un allenamento e l'allenatore Giovanni Vecchina, vecchia gloria juventina, chiese ad un tecnico di basket se avesse in squadra qualcuno in grado di giocare a calcio e quest'ultimo gli consigliò di prendere Rubino. Avviatosi ormai al calcio, ebbe come primi maestri Vecchina, appunto, e Gipo Viani che fece di lui un interno alla Schiaffino.
Dopo aver giocato nell'immediato dopoguerra con l'Idra Francofonte e con la Leonzio , nel 1947 tornò al Siracusa e lì rimase fino al suo ritiro, disputando 6 campionati di Serie B. Rimase famoso un suo bel gol nella gara Siracusa-Napoli (1-0) del torneo cadetto 1948/49.
La sua carriera in panchina cominciò sempre a Siracusa nel 1951/52, nella duplice veste di allenatore-giocatore. Dopo essere stato a Crotone, Perugia ed ancora Siracusa, giunse a Potenza nel 1962. Guidò i rossoblù per tre stagioni conseguendo grandissimo successo: al primo anno sulla panchina lucana ottenne una storica promozione in Serie B (successo che gli valse nell'estate del 1963 il “Seminatore d'oro”); nelle due stagioni successive sempre con Rubino al timone, l'ascesa del Potenza continuò e raggiunse il suo vertice nel 1964/65 quando la squadra, formata per lo più da giovani atleti da valorizzare (su tutti Bercellino II, Boninsegna e Carrera), mise in mostra un gioco spregiudicato e frizzante e si fece ammirare su ogni campo, mancando però – per soli 3 punti – l'obiettivo della Serie A.
L'approdo alla massima serie, sfuggita per un niente a Potenza, per Rubino comunque arrivò l'anno dopo quando approdò al Foggia (panchina lasciata libera dal cognato Oronzo Pugliese, passato alla Roma): con i “satanelli” ottenne la salvezza nel 1965/66, mentre l'impresa non gli riuscì nella stagione successiva. Allenò poi Cosenza, Catania (dove conseguì il maggior successo nel 1969/70 portando gli etnei in A), Reggina, Perugia, Brindisi, ancora Catania (ed ancora una promozione, stavolta nel 1975 in B) e Trapani, prima di ritornare a Potenza nel 1979/80 nelle vesti di direttore sportivo.
La “seconda epoca lucana” di Rubino non raggiunse i fasti degli anni '60, ma fu comunque positiva. Tre stagioni in una categoria più modesta - la C 2 - contro avversari meno blasonati e su campi di provincia, ma sempre con risultati ragguardevoli: subentrato alla fine del '79 a Mancinelli, il tecnico siciliano prese in mano una squadra che navigava nei bassifondi della classifica e, con la sua grande esperienza, la fece risalire fino a farla posizionare ad un più che dignitoso 5° posto; confermato anche per il campionato 1980/81, Rubino conquistò una soffertissima ma meritata salvezza nella stagione segnata dal drammatico terremoto del 23 novembre, che costrinse i giocatori a lunghe pause e forzati rinvii (per l'indisponibilità del “Viviani”) ed a variare i tempi della preparazione; infine, nel torneo 1981/82, cominciò la stagione nuovamente dietro la scrivania come direttore sportivo ma poi fu chiamato a sostituire l'allenatore Recagni (era la 22ª giornata) e da allora il Potenza cominciò una marcia che lo portò ad un insperato terzo posto finale, lasciando ai tifosi l'amaro in bocca per una promozione sfuggita per un solo punto.
Trasferitosi in seguito ad Agrigento, conquistò l'ultimo successo della sua brillante carriera con la promozione dell'Akragas in Serie C1 nella stagione 1982/83.
Rubino, per i suoi modi eleganti e raffinati, è stato sempre visto con simpatia ed ammirazione in tutti gli ambienti dove ha lavorato, lasciando di sé il ricordo di un tecnico preparato, riflessivo e scrupoloso e di una persona seria, responsabile ed affidabile. E' morto a Siracusa il 27 maggio 1990.
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POLVERE DI STELLE
Un ricordo di Egizio Rubino
(di Giancarlo Filiani)
Bersaglio, l'oblio. La rimozione, quel meccanismo inconscio atto a cancellare eventi passati sia pure positivi. Il mondo del calcio non è mai stato particolarmente prodigo di riconoscenza verso i suoi eroi, un tempo amati e osannati. Perché le bandiere esistono eccome o perlomeno sono esistite. E non bisogna andare nemmeno tanto a ritroso nel tempo, avventurandosi nel ginepraio della memoria storica.
Egizio Rubino è stato l'allenatore del Potenza “miracolo” negli anni sessanta; quello della serie B per cinque anni di fila e della serie A sfiorata per un soffio.
Eroe o meglio anti-eroe di un calcio ancora romantico, senza eccessi né fronzoli: un piccolo “miracolo” di provincia in una città dalle limitate risorse economiche, frutto di un perfetto mix di entusiasmo, competenza e scelte mirate.
Un'alchimia che raramente succede; un'epoca probabilmente irripetibile che è già divenuta leggenda.
Ma prescindendo dai numeri e dalle statistiche, pubblichiamo uno stralcio dell'articolo dal titolo “ Il Potenza-ciclone esalta il gioco d'attacco ” a firma del giornalista David Messina apparso sul Corriere dello Sport il 23 Marzo 1965 all'indomani della vittoriosa trasferta del Potenza in quel di Lecco e che rende meglio l'idea: “… artefice di questo particolare stato di grazia raggiunto dalla squadra rossoblu, è Egizio Rubino che ha avuto l'intelligenza di adattare il gioco del complesso alle caratteristiche tecniche ed al temperamento agonistico dei propri giocatori…da questa serie di accorgimenti è scaturita quindi una costruzione tattica modello, un vero e proprio capolavoro di organizzazione e di alta strategia calcistica …”.
In allegato potrete leggere l'intero articolo in cui si tessono le lodi del tecnico siciliano e del team da lui guidato.
E' stato un vero piacere poter “trovare” il nipote di Egizio Rubino (che si chiama come il nonno) e figlio di Franco Rubino ex calciatore del Potenza in serie B. Abbiamo riscontrato in lui le stesse doti di gentilezza e signorilità che ricordavamo nell'ex allenatore del Potenza. Ringraziamo di cuore Egizio per le bellissime foto che ci ha inviato, davvero emozionanti, tra cui questa di copertina che è particolarmente bella. Ci riferisce che i nonni sono stati bene nella nostra città e che suo padre Franco ricorda con affetto gli ex compagni di scuola quando frequentava il Liceo Orazio Flacco del capoluogo lucano.
Il legame intenso con la città di Potenza Egizio Rubino lo dimostrò anche quando, agli inizi degli anni ottanta, decise di dare una mano alla società potentina ritornando in Basilicata dapprima in veste di direttore sportivo e poi come allenatore. Tutto ciò nonostante le terribili crisi societarie, ed economiche, che caratterizzarono le vicende della squadra in quegli anni.
Allenatore serio e preparato, un vero “gentleman”, l'uomo dei momenti difficili, “Don Egizio” mai una parola fuori posto; aveva un'ottima predisposizione ai rapporti esterni e con i giocatori.
A più di venti anni dalla sua scomparsa dedichiamo un giusto tributo al tecnico e all'uomo a cui sono legati i ricordi calcistici più belli della città di Potenza.
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