Una nuova interessante monografia frutto di una ricerca dettagliata del nostro "detective della memoria" Attilio Oddone sul calciatore potentino Cleto Marini che ha giocato in Lucania nella prima metà degli anni cinquanta. Grazie all'instancabile e preziosa attività di Attilio stiamo ricostruendo tasselli importanti della storia del nostro club che altrimenti sarebbero caduti nell'oblio.

CLETO MARINI
(di Attilio Oddone)

Nato a Isoverde (GE) il 17 aprile 1927. Mediano destro. Comincia giovanissimo nella squadra ligure del Varazze con cui cresce e si mette in luce, tanto da approdare nell'estate del 1949 al Grosseto.
Con i toscani disputa due campionati di Serie C ed uno di Quarta Serie, distinguendosi come un centrocampista dai piedi buoni e dalla caratteristica vena offensiva.

Nella stagione 1952/53 giunge al Monticchio Potenza e con i lucani si ferma per un triennio. Nel primo anno in Basilicata, il suo rendimento è però minato da un infortunio occorsogli alla seconda giornata che lo terrà lontano dai campi di calcio per quattro mesi: curatosi a Firenze, ritorna al calcio giocato perfettamente ristabilito sul finire della stagione, tanto da essere titolare inamovibile nei due anni successivi. Indomabile, grande lottatore, è il pilastro della squadra rossoblù guidata da Enrico Colombari nel 1953/54 e da Oreste Brondi prima ed Aldo Checchetti poi la stagione dopo. Addirittura nel torneo 1954/55 Marini risulterà decisivo per la salvezza dei lucani anche grazie alla sua freddezza ed infallibilità dal dischetto.

Professionista serio e dalle spiccate doti umane, lascia Potenza nell'estate 1955 per far ritorno a Grosseto (dove pochi mesi prima la moglie ha dato alla luce il piccolo Enrico). Con la squadra della città maremmana disputa due stagioni (dal 1955 al 1957), poi si trasferisce al Pisa per altri due campionati (con i nerazzurri toscani verrà promosso in Serie C nella stagione 1957/58), infine torna al Grosseto dove, ormai trentatreenne, appende le scarpette al chiodo.
Negli anni '60 inizia la carriera di allenatore ed anche nella nuova veste (soprattutto alla guida della Castiglionese) le soddisfazioni non mancheranno.

Nella primavera del 1981, dopo oltre venticinque anni, torna in visita a Potenza in occasione dell'incontro di Serie C2 tra la locale squadra e la Frattese (in cui milita il figlio Enrico). Trova la città ferita dal sisma del 23 novembre ed il suo centro storico, in parte sfigurato e sorretto da impalcature - così diverso da come lo ricordava lui, lo turbano molto. Ma ritrova anche tantissimi amici e vecchi compagni di squadra. Un mix di emozioni difficile da spiegare, ma che avrebbe ricordato a lungo.

Dopo di allora non è più tornato a Potenza. Viveva a Grosseto con la moglie. Ci ha lasciati lo scorso agosto.