Mario Berghich (nato a Fiume il 06.09.1913 – morto a Fiume il 01.06 1938)
Settant'anni fa moriva a ventisei anni non ancora compiuti Mario Berghich, uno dei primi giocatori della nutrita schiera di atleti fiumani ed istriani che sul finire degli anni Trenta e nei primi anni Quaranta militatarono nel Potenza.
Siamo venuti a conoscenza della toccante storia di Berghich grazie a Luca Dibenedetto, autore del libro “ El balon fiuman quando su la tore era l'aquila ” in cui ripercorre l'epopea del calcio a Fiume dal 1918 al 1948 attraverso tutti i suoi protagonisti.
Berghich era tra questi ed abbiamo creduto giusto che la sua storia non dovesse essere dimenticata da quei pochi che magari già la conoscono e non doveva rimanere oscura per la maggioranza dei tifosi rossoblù che sicuramente la ignorano.
Ecco come il nostro gentile amico Luca traccia nel suo bel libro un profilo di Berghich e la sua esperienza a Potenza:
“Un ragazzo semplice e generoso, questo era per sommi capi Mario Berghich. Tanto buono ed educato in abiti borghesi, altrettanto volitivo e pugnace in campo. Giocava indifferentemente da laterale destro o sinistro a seconda dell'occorrenza, ma sempre con estrema cura dell'avversario, cui concedeva poco. Dal punto di vista difensivo era abbastanza affidabile: spirito di sacrificio e concentrazione, le parole d'ordine che gli permettevano di giocare tranquillo, subendo poco le iniziative di chi si trovava di fronte. Si calava subito nel ritmo partita con la necessaria autorità e difficilmente pativa i diretti controllati. Aveva fisico e resistenza, correva per quattro. Duellava con coraggio ed agonismo senza demordere mai. […] Reggeva la difesa ed era velocissimo nel recupero, non gli andavi via manco a morire. Pareva essere sul punto di spiccare il volo verso prestigiosi lidi, ma il destino ineffabile gli giocò un tragico scherzo. Se ne andò troppo presto, ucciso inesorabilmente da un male, la tubercolosi, che non dava scampo e che nella Fiume degli anni '30 lasciò purtroppo sul terreno numerose vittime. Mario fu una di queste.”
Dopo la trafila nelle compagini minori di Fiume (prima nella Libertas e poi nell'Enea), la Fiumana lo acquistò nel 1931: militò nella formazione delle riserve e, dopo una stagione al Borgomarina, tornò agli amaranto dove esordì in prima squadra contro il Pro Gorizia il 1° Ottobre 1933.
“Destò una tale impressione la sua gara che non uscì più dall'undici di partenza. Arrivò a fine anno senza saltare nemmeno un secondo di partita. Ventotto presenze su ventotto confronti. […] Nell'estate del '34, chissà come, finì al Lucano Potenza, neopromosso in Prima Divisione, assieme ad altri due fiumani: Kanz e Sablich. A quei tempi la Lucania era terra di confino, nel senso che i fascisti vi spedivano gli oppositori del regime a soggiornarvi. Un luogo che non godeva certo di fascino e offriva poco ad un giovane di soli 21 anni, qual era Berghich.” Lui, nonostante tutto, scelse di scendere al Sud.
“Il 20 ottobre 1934 inaugurerà il nuovo Campo del Littorio (l'attuale Viviani) contro il Trapani. I tre conterranei disputarono un grande match e consegnarono il primo successo nella nuova categoria all'undici potentino. Mario giocherà una stagione esaltante; la sua proverbiale grinta, la voglia di mostrare che non era stato un malaffare prenderlo, gli misero addosso una carica superiore. Verrà rammentato a lungo dalla tifoseria rossoblù. La matricola lucana si comporterà egregiamente nel corso del campionato, finendo al nono posto con 18 punti. Una salvezza colta con largo anticipo.
Il suo amore per Isabella, una ragazza ventenne […] , lo convinse però a rientrare anzitempo a Fiume. Si sposarono il 5 luglio 1936, proprio nel periodo in cui i dirigenti del Potenza lo invitarono a tornare nella città dove aveva lasciato un ottimo ricordo. Mario mostrò delle perplessità, era stato assunto poco tempo prima al Silurificio Whitehead come operaio specializzato e la moglie stava per donargli il primo figlio, Moliano.”
Ma alla fine accettò di tornare a vestire la casacca rossoblù. Stava per cominciare la stagione 1936-37: purtroppo però la sorte crudele aveva deciso diversamente e tesseva la sua perfida tela.
“ Gli iniziali sintomi della malattia che lo divorò in breve tempo cominciarono a farsi più insistenti e visibili. Dovette dire addio al calcio. Si sentiva stanco, prostrato anche senza far nulla. Ebbe i primi sbocchi di sangue.
Gli fu consigliato il sanatorio. Voleva guarire a tutti i costi. Dalla terrazza dell'edificio che lo ospitava scriveva alla moglie che si stava riprendendo, si sentiva bene, aveva riacquistato la salute, la forma fisica. Poi venne coinvolto in una partitella fra amici, una sudata, un improvviso peggioramento del quadro clinico. Gli ultimi mesi li passò a casa a Fiume, accanto a Isabella e al piccolo Moliano. Si arrese il primo giugno 1938. Era poco più di un ragazzo.”
Ringraziamo l'amico Luca per avere concesso di riportare sul nostro sito questa commovente testimonianza e la prima foto di Berghich a Potenza, dedicata alla fidanzata Isa e datata 9 novembre 1934.
Luca Dibenedetto è autore anche di un altro libro, “ La favola dell'Ampelea. 1923-1955: trentadue anni di calcio a Isola d'Istria ”, in cui sono narrate le vite di altri giocatori che hanno militato nel Potenza e che, prossimamente, inseriremo per far conoscere storie ed aneddoti di questi ex calciatori rossoblù che il tempo rischia di far dimenticare per sempre.
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